sabato 15 ottobre 2011

Il gioco delle sedie

A trent'anni è un tutto un enorme casino. I punti di vista cambiano, le bollette hanno inesorabilmente stampato sopra il tuo nome e cognome e tutto quello che fai, tutto quello che dici inizia ad avere conseguenze paurosamente inaspettate, come il famoso sassolino lanciato dentro ad uno stagno, che se pur minuscolo, crea onde sempre più grandi...E così se non si fa parte di quella casta di individui che hanno seguito il cosiddetto percorso regolare (liceo - università - incontro del proprio compagno - colloquio di lavoro topico di un'ora e mezza con relativa telefonata e festeggiamento - fidanzamento - contratto a tempo indeterminato - matrimonio - casa - figlio), ci si ritrova il più delle volte sopra ad una poltrona a fissare il soffitto col gatto che a sua volta fissa te per capire cosa diavolo tu stia facendo, o peggio, a osservare uno schermo in cerca di una risposta che ahimè, un motore di ricerca non ti può dare...Come sarebbe bello poter andare su Google e scrivere "Ora che mi è scaduto l'ennesimo contratto a tempo determinato e nonostante abbia lavorato bene sono ancora una volta disoccupata, che faccio? Scappo anch'io all'estero come tutti i miei amici che in più beffardamente mi hanno anche avvolto nella solitudine più totale o rimango qui a rodermi il fegato ogni volta che ascolto un tg?" oppure "Visto che ormai ho 31 anni che si avviano ai 32, come mai non ho ancora iniziato a mettere le basi per crearmi una famiglia?"
No...il web nelle fasi "osservoilsoffitto" non aiuta, anzi, in special modo quando si cede alla tentazione di accedere a faccialibro con non chalance, e, improvvisamente, si cade nella cascata di link associati a persone amiche di amici che non si vedono da anni, sperando che abbiano in qualche modo non dico fatto la tua stessa fine, ma che almeno abbiano messo su qualche chilo! E invece no. Ecco che improvvisamente mentre dai un'occhiata furtiva pensando "ancora un minuto e poi spengo, tanto non lo saprà mai nessuno che ho spiato", compaiono delle minuscole fotine con una minacciosa macchiolina bianca...ti avvicini allo schermo e non puoi, ripeto non puoi resistere...clicchi...ed eccole lì le foto che una trentenne che non ha ancora "messo la testa a posto" vorrebbe vedere: non le tue più acerrime nemiche no, sarebbe troppo semplice, ma quelle su cui non avresti scommesso una castagna, che sfoggiano felici e radiose l'abito nuziale...A rischio d'infarto, invece, quando vedi il tuo ex con cui hai rotto ogni tipo di legame, ma di cui ricordi ancora il profumo della pelle e il numero di scarpe, intovagliato in un completo nero mentre abbraccia una meringa... E quando vedi che improvvisamente una tua conoscente inizia a ricevere auguri da tutti e pensi: "non è il suo compleanno", clicchi sul suo profilo e vedi la sua foto col pancione? Cosa fai? Scuoti la testa e poi apri un'altra finestra vai a comprarti il voucher per ottenere il pacchetto di cavitazioni a 70 euro anzichè 200 senza nemmeno sapere cosa diavolo siano...per poi dimenticare di averlo acquistato...
Ma tornando a noi, non è una questione di invidia quando si osservano queste cose...è più quella sensazione lì, capito no? Quell'ansia di quando da piccolo andavi alle feste di compleanno dei tuoi compagni e i grandi ti facevano fare quel gioco dove c'erano tante sedie e facevano suonare il mangianastri e ad un tratto la musica finiva e a quel punto tutti dovevano cercare di sedersi sulla sedia il prima possibile per evitare di rimanere in piedi dal momento che ne mancava una...ecco...la mia sensazione quando mi capitando queste cose è un po' così...certo che non odio chi si è seduto prima di me, ma se non rimango io in piedi è meglio! Non lo pensiamo tutti in fondo alla fine?

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